IWS Spedizioni

In Cina il Chianti diventa Shandi

In Cina il Chianti diventa Shandi

 

Per chi non è italiano la pronuncia del “ch” nelle parole italiane ha sempre creato grandi problemi. Molti tedeschi dicono “knocci al posto di “gnocchi”oppure “cianti” al posto di “Chianti”. Così come molti inglesi dicono “Sergio Taccini” al posto di “Tacchini”. 

Scherzi delle regole di pronuncia, c’è poco da fare.

A quanto pare anche i cinesi hanno i loro bei problemi in tal senso, ma vista l’importanza del mercato cinese in molti stanno “scendendo a compromessi” per rendere i prodotti stranieri più familiari e più appetibili. 

Nel mondo del vino una delle azioni più eclatanti degli ultimi anni è stata quella del Consorzio del Chianti che ha deciso di registrare l’ideogramma del marchio Chianti “cinesizzando” la pronuncia in qualcosa come “Shiandi” che per i cinesi a quanto pare è molto più facilmente esprimibile e di conseguenza memorizzabile.

 

In realtà non è l’unica mossa del Consorzio del Chianti messa in campo per strizzare l’occhio al mercato cinese, visto che già nel 2017 è stato modificato il disciplinare di produzione per consentire l’aumento di residuo zuccherino al fine di rendere più rotondo il muscolo rustico del Sangiovese, così come sembra piacere al mercato di destinazione.