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L'ostrica che salvò il mondo

L'ostrica che salvò il mondo

 

Buoni propositi per l’anno nuovo: mangiare più ostriche. Certo, costassero meno...Ma in realtà a quanto pare il motivo per consumare più ostriche è nobile perché infatti gli allevamenti intensivi di questo mollusco hanno un effetto benefico sul mare grazie alla loro forte attività di filtro delle acque marine.


E quindi via, cediamo al piacere vellutato e salato dell’ostrica, anche se come è noto tanti le amano e altrettanti le odiano, proprio per il loro gusto intenso e per la loro consistenza scivolosa.


Ciò che invece tanti non sanno è che i primi allevatori di ostriche furono i romani quando occuparono la Bretagna. Proprio la Bretagna è ancora oggi uno dei produttori più importanti di questo cibo pregiato e in generale la Francia ne produce le varietà più pregiate (la Cina invece ne è il maggior produttore mondiale in termini di quantità). In Italia le produzione è limitata ad alcune zone dell’Adriatico e alla Sardegna.


Il periodo migliore per gustarle è l’inverno e la primavera perché da giugno ad agosto le ostriche attraversano il periodo della riproduzione e diventano lattiginose.

 

Unica controindicazione: le ostriche sono ricche di colesterolo e sodio, pertanto il loro consumo è sconsigliato in caso di ipercolesterolemia, arteriosclerosi, malattie cardiache, epatiche e renali.