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Dal carciofo al Cynar

Dal carciofo al Cynar

 

E' periodo di carciofi, che delizia e che bellezza. 

I carciofi vennero portati dalle nostre parti dagli Arabi intorno al 1200 e oggi sono tipici dell'Europa meridionale: Italia, Spagna, Francia e Nordafrica. Curioso che in realtà si tratta di un'evoluzione del cardo selvatico, oggi molto meno diffuso.

Le prima coltivazioni in Italia partirono nel 1400.

La parte che si mangia è l'infiorescenza, detta capolino. Esistono molti tipi di carciofo nel nostro Paese. Tra i più noti ricordiamo il romanesco, detto anche mammola, e il violetto di Catania; entrambi senza spine e molto carnosi.

Tra gli spinosi invece i più diffusi sono il verde della Liguria, lo spinoso di Sicilia e lo spinoso sardo.

 

Il minerale di cui il carciofo è più ricco è il ferro (e per questo motivo è praticamente inabbinabile al vino): per assimilarlo al meglio i dietologi consigliano di aggiungere succo di limone, visto che la vitamina C facilita l'assorbimento del ferro.

Ma il carciofo è anche ricco di cinarina, una sostanza diuretica, depurativa e epatopretettiva. La cinarina si trova principalmente nelle foglie, che quindi si consiglia di non scartare. In alternative, se scartate, meglio farne un bell'estratto e trasformarlo in amaro. Contro il logorio della vita moderna.