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Marco Carpineti - Tufaliccio 2017 Lazio Rosso IGT

Marco Carpineti - Tufaliccio 2017 Lazio Rosso IGT

 

Il Lazio lotta. Tra le grandi regioni italiane produttrici di vino, c’è poco da fare, il Lazio non è annoverato. Sarà solo questione di tempo, di ritardi endemici, o anche di errori strategici? Sì, perché il Lazio ha perso il treno del ritorno dei vitigni autoctoni. Quando la moda del vino si è stufata dei rossi invecchiati nelle botti piccole la Regione della Capitale non ha reagito con prontezza ed è rimasta ancorata ai vitigni internazionali che, sì il loro lavoro lo fanno, ma raramente producono eccellenze al di fuori di un terroir particolarmente vocato.

Da alcuni anni ormai l’appassionato cerca l’unicità del varietale ed è attento a lasciarsi stupire dalle peculiarità del luogo d’origine.

Per questo motivo a Marco Carpineti va dato atto di essere stato un precursore, sia nell’abbracciare la viticoltura biologica, sia nel perseverare nella produzione principalmente di vitigni locali come il Bellone, il Greco Moro, il Giallo, il Nero Buono, il Cesanese.

È proprio il Cesanese ad animare di robusta rustichezza il Tufaliccio ben equilibrata dal Montepulciano in pari dosaggio. Un vino che solletica il palato più del naso fornendo piacevolezza irresistibile.

 

Il 2017 che abbiamo bevuto noi è particolarmente ricco di sentori vulcanici per fortuna preservati dall’acciaio, unico passaggio di affinamento.

 

 

 

L’azienda Marco Carpineti, biologica dal lontano 1994, sorge a Cori in provincia di Latina, ad appena un’ora da Roma e merita sicuramente una visita.

Oltre al Tufaliccio produce altri tre rossi: 


  • Il Capolemole, composto con uve Nero Buono, Montepulciano e Cesanese

  • Il Dithyrambus, Montepulciano in purezza

  • L’Apolide, Nero Buono in purezza


Produce inoltre tre bianchi:

  • Il Capolemole, Bellone in purezza

  • Il Moro, Greco Moro in purezza

  • Lo Nzù, Bellone 100% affinato in anfore


 

L’Azienda Marco Carpineti produce anche due varianti di spumante metodo classico (il Kius, da uve

Bellone), un passito da uve Arciprete (che è un biotipo del Bellone) ed una notevole grappa bianca da Nero

Buono.

 

Dei 52,5 ettari della tenuta ben 11,5 sono coltivati a uliveto, andando così a completare un’offerta ricca di storia

e varietà tipica del centro Italia.