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Ribelà Bianco, il vino che mi ha raggirato.

Ribelà Bianco, il vino che mi ha raggirato.

 

Ribelà - Lazio Bianco IGT 2016

Chi non è solito bere i vini cosiddetti “naturali” si trova sempre di fronte a momenti di grande imbarazzo nel degustarli e spesso si lascia andare alla divertita profusione di descrittori insoliti, talvolta quasi volutamente dispregiativi. Credo sia una reazione normale di fronte ad una novità (anche se ormai i vini naturali non sono più una novità da molti anni), soprattutto in un mondo molto ingessato come quello del vino.


Ebbene, non saremo noi a sottrarci a questo giochetto, pur con tutto il rispetto del caso.

La prima sensazione insolita di fronte a questo Ribelà 2016 è il colore: è un giallo intenso, quasi ramato. Pensi subito che avrà fatto qualche giorno sulle bucce, e invece scopri che non è così: il produttore informa che le bucce sono state separate immediatamente. Il colore carico è puramente frutto dell’assenza di chiarificazione e filtraggio.


Gettando il naso nel calice ci si inizia a divertire. La prima sensazione è quella dell’uovo marcio, quasi dello zolfo. Paradossale per un vino biodinamico privo di solfiti aggiunti. 

Poi emerge il miele, forse più di castagno che di acacia. E volendo i frutti bianchi, magari surmaturi. 

Ma anche sciroppo per la tosse, e non lo intendiamo come difetto.

In bocca i gusti si ricompongono e l’equilibrio tra materia e acidità è davvero sorprendente, quasi commovente, anche grazie alla densità del sorso.

La persistenza non è lunghissima ma non importa, siamo già inebriati. Siamo già conquistati.

 

Caro Ribelà Bianco, mi hai truffato ma ti voglio bene.

 


 

 

 

La Cantina Ribelà lavora in biodinamica nel comune di Monte Porzio Catone, in provincia di Roma, da meno di 5 anni.

L’entusiasmo di Daniele Presutti ha coinvolto molte persone nella zona del Frascati riportando l’attenzione alla cura per la terra e all’approccio genuino in vigna dove ovviamente si producono esclusivamente viti autoctone: Malvasia di Candia e del Lazio, Trebbiano, Bombino, Bellone, Cesanese comune, Aleatico, Sangiovese e Montepulciano. 


 

Il Ribelà bianco è un uvaggio di Malvasia, Trebbiano e Bombino in parti uguali affinate in acciaio. Se ne producono solo 3.000 bottiglie e riporta una gradazione alcolica di 12°.