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Il pomodoro pachino

Il pomodoro pachino

 

Oggi è normale pensare al pomodoro di Pachino come ad un tipico prodotto italiano, ma in realtà pochi sanno che nel piccolo paese del siracusano il pomodoro oggi famosissimo è stato introdotto all’inizio degli anni ‘90 e si tratta del risultato di svariati incroci e ibridazioni condotti dall’azienda israeliana Hazera Genetics.

Fino alla fine degli anni ‘80 infatti i pomodori Pachino e in generale tutti i pomodori a grappolo erano del tutto estranei alla realtà agricola italiana. Non solo: c’era anche una certa diffidenza verso questa variante che, a quanto pare, aveva rese inferiori rispetto alle varietà comunemente coltivate.

Quando però la Hazera Genetics presentò un ulteriore miglioramento genetico che allungava la vita del pomodoro ciliegino dopo la raccolta ecco che i primi agricoltori si lasciarono convincere a provarne l’adattabilità al territorio siracusano.

 

 

I risultati furono strabilianti, anche grazie al fatto che i Pachino hanno il vantaggio di poter essere coltivati tutto l’anno (nonostante la notevole pecca di dare luogo a semi che non sono utilizzabili per le semina di pomodori che abbiano le stesse caratteristiche - in pratica ogni anno bisogna comprare semi o piantine nuove). 

Successo inarrestabile dunque, tanto che nel 2003 i pomodori Pachino sono diventati IGP con tutela dell’apposito consorzio.


[Per saperne di più consigliamo il libro “Denominazione di origine inventata” di Alberto Grandi, Mondadori]