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La Contrada di Sorano

La Contrada di Sorano

Non ho ancora avuto il piacere di incontrare di persona Cristina e Paolo de La Contrada di Sorano, ma la sensazione che emerge dalla piacevole e lunga chiacchierata telefonica è che semplicemente si tratti di due persone che amano le cose belle, ben fatte e semplici della vita.

E per quanto mi riguarda non c’è niente di più bello nel mondo enoico di quando incontri persone che producono vini che li rispecchiano. Perché effettivamente i vini de La Contrada di Sorano sono così: semplici ma pieni di vita.

 

“Il vino deve piacere”, dice Cristina. E non c’è niente di scontato in questa frase, perché il vino alla fine è un “guilty pleasure”, se non è buono che “pleasure” è? Come diceva più o meno il grande Manfredi in altro contesto.

 

 

 

 

Non stupisce quindi che i vini de La Contrada di Sorano siano ricchi, carichi di colore, corposi. Prendiamo ad esempio la Barbera d’Alba Superiore “Sottosopra” 2017: 17 gradi alcolici di esuberanza, ma anche di classe e spontaneità.

“L’annata 2017 è stata molto povera di pioggia” dice Cristina. “Abbiamo lasciato che il vino prodotto da quella stagione ricordasse la siccità che abbiamo avuto in vigna e quindi con un concentrato zuccherino molto alto. Ci sembra giusto che il vino sia diverso da un’annata all’altra, non abbiamo fatto interventi in cantina per accomodare quella potenza alcolica”.

Tra le 10.000 bottiglie prodotte ogni anno nei 2.5 ettari di proprietà spicca anche la scelta del vitigno bianco: il Favorita. 

Un’uva non facile, soggetta a flavescenza e con un appeal internazionale bassissimo. Però anche un’uva generosa che può avvantaggiarsi del ritrovato amore per i vitigni autoctoni.

 

Cristina e Paolo, consapevoli della fama di vino beverino del Favorita, sono andati in controtendenza e hanno lasciato che lo zucchero sprigionasse tutta la sua carica di energia durante la fermentazione. E non solo: per l’annata 2018 hanno lasciato che parte delle uve pigiate restassero qualche giorno a contatto con le bucce in modo da estrarre più materia e più colore. Il risultato è un Favorita giallo oro spiazzante, ricco, avvolgente, esotico e vellutato che con i suoi 13,5 gradi alcolici si presta più ad accompagnare l’intero pasto che a scivolare via come aperitivo.

 

 

 

 

Ma in tutto questo ciò che colpisce è che La Contrada di Sorano imbottiglia vino solo dal 2014, cioè da quando Paolo ha rilevato i terreni del padre e dei fratelli per dedicarsi interamente alla vocazione del vignaiolo insieme alla moglie Cristina. Lui amante dei trattori e della meccanica, lei laureata in scienze zootecniche. Ma entrambi con la passione per la natura.

“Siamo contadini, ci piace lavorare la terra, fare la conserva, le marmellate, i formaggi…”. Infatti quando chiedo a Cristina quali siano i progetti futuri mi dice che più che puntare sull’espansione delle vigne (difficile e costoso comprare terreni attigui a quelli di proprietà e con la capacità odierna si potrà arrivare al massimo a circa 15.000 bottiglie annue) preferirà valutare l’aggiunta in fattoria di animali e alberi da frutta.

Non ci resta quindi che augurarci di vederci presto a Serralunga d’Alba per una visita e una bevuta in compagnia.

 

 

 


 

“Sì, certo”, dice Cristina. “Amiamo molto incontrare gli appassionati di vino e ci piace spiegare i nostri vini. Le degustazioni le facciamo nella mia cucina. Quando qualcuno viene a trovarci in cantina e ci chiede quanto dura la visita io rispondo che dipende da quanto tempo volete restare a chiacchierare con noi”.