IWS Spedizioni

Il Soave

Il Soave

Il Soave è stato a lungo il vino bianco italiano più esportato. Poi sono arrivati Prosecco e Pinot Grigio, ma il Soave continua ad essere uno dei prodotti italiani più apprezzati, in patria e all'estero.

 Fresco, leggero, delicatamente profumato, sono molti quelli che credono che il nome di questo vino derivi dalle sue qualità. E che sia il vino ad aver dato il nome al borgo di Soave, attorno al quale si estendono le distese di vigneti della zona di produzione. In realtà la storia è diversa e un po' più articolata.

 

 

 

 

Bisogna andare indietro all'epoca romana. Tutto il territorio a est di Verona era interessato da centuriazione, la suddivisione dei campi da coltivare in lotti prestabiliti affidati a coloni, spesso soldati in congedo che così presidiavano il territorio attraversato dalla via Postumia.

Questa strada collegava i porti di Genova e Aquileia sulle due sponde della penisola. La sua importanza strategica era notevole e per questo, lungo il percorso, a intervalli regolari, sorgevano torri di avvistamento sulle alture a ridosso della via. Quasi certamente una di queste torri occupava la cima del monte Tenda, ai piedi del quale oggi sorge il borgo di Soave.

 

 

 

L'Impero Romano d'Occidente crollò nel 476 d.C. sotto la spinta delle invasioni barbariche. Varie popolazioni, spesso di origine germanica, invasero i ricchi territori dell'impero in cerca di bottino, spesso lungo quelle stesse comode strade lastricate che avevano realizzato i romani, inclusa la via Postumia. Tendenzialmente nomadi, alcune di queste popolazioni a volte si fermavano e diventavano stanziali, fondendosi nel corso dei secoli con le locali popolazioni latine. Sembra che, proprio ai piedi del monte Tenda si sia fermata una di queste tribù: gli Svevi.

In latino la V aveva una pronuncia molto simile a quella della U, per la quale non esisteva una lettera specifica. Fu solo in seguito, nel corso del medioevo, che pronunce e grafie si differenziarono. In latino gli Svevi erano detti Suaves, parola che nel tempo, coi mutamenti linguistici e di pronuncia s'è trasformata nell'attuale Soave.

 

Niente a che fare quindi con la bontà del vino, che comunque era certamente prodotto in abbondanza, come in tutti i territori colonizzati dai romani. 

 

 

Il Soave è fatto con la Garganega, una varietà di uva coltivata esclusivamente in questa zona compresa tra Verona e Vicenza. Uve autoctone così specificamente legate a un territorio sono di norma indice di una tradizione vitivinicola molto antica.

Nel corso del medioevo, la vecchia torre di avvistamento romana si trasformò in un castello, ingrandendosi sempre più fino al '300, quando raggiunse le forme e le dimensioni che tuttora dominano il paesaggio e ne fanno un simbolo di questo territorio.

Ma c'è un altro segreto nella storia del vino Soave. Ed è immensamente più antico. Si tratta dei vulcani che abbondavano in questa zona decine di milioni di anni fa. L'aspetto dell'area non doveva essere molto diverso da quello che oggi sono le isole Hawaii. Un ameno mare tropicale ricco di barriere coralline, isolette e lagune, sconvolte di tanto in tanto da violente eruzioni vulcaniche che riversavano in mare fiumi di lava incandescente.

Oggi i vulcani non esistono più e dove c'era il mare ci sono i monti Lessini, le prealpi veronesi. Tuttavia quel caos geologico è ancora lì, con uno spesso strato di terreno calcareo abbondante di fossili dove il carbonato di calcio dei coralli si è accumulato, mescolato a lunghe lingue di basalto dove la lava si è solidificata.
La zona DOC di Soave è costituita da due lunghe valli con andamento nord-sud, quella del Tramigna e quella dell'Alpone. La prima è principalmente calcarea, la seconda basaltica, ma in milioni di anni i movimenti tettonici e l'erosione hanno rimescolato le cose e può capitare che due vigneti distanti poche decine di metri siano uno prevalentemente calcareo e l'altro vulcanico.

Questo ovviamente ha dei riflessi sul vino che sviluppa aromaticità molto diverse a seconda di dove  provengono le uve. I vini da terreni calcarei tenderanno ad essere più floreali e fruttati, quelli da zone vulcaniche avranno mineralità più spiccate.

Negli ultimi anni molte cantine stanno valorizzando questi caratteri così distintivi dei vari territori del Soave, diversificando la propria produzione con vini prodotti con uve provenienti da singoli vigneti. Quello che i francesi chiamano cru.

Le differenze possono essere davvero sorprendenti, anche a parità di annata.

 

 

Se volete saperne di più sul Soave, sul borgo e sul castello medievale:

 

http://www.veronissima.com/sito_italiano/html/tour_verona_soave.html