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Il Lugana

Il Lugana

Il Lugana è uno dei vini bianchi italiani che ha avuto la maggior crescita di popolarità nell'ultimo decennio. Questo tra l'altro ha creato anche qualche problema poiché il territorio della Lugana è limitato, e vedremo a breve perché non vi sia la possibilità di estenderlo come si è fatto con altre DOC di successo, creando cioè una zona classica e una allargata.

 

Sappiamo che le qualità di un vino nascono da quella speciale interazione tra vitigno, terreno, tecnica dell'uomo. Anche il Lugana non fa eccezione.
La Lugana (il territorio è femminile, mentre il vino maschile), è costituita dall'area che va dalla costa meridionale del lago di Garda fino alle colline dell'anfiteatro morenico. Queste sono una catena di rilievi disposta ad arco subito a sud del lago. In migliaia di anni e vari cicli di glaciazioni, l'immenso ghiacciaio che diede vita al lago di Garda accumulò immense quantità di detriti al margine del suo fronte meridionale.
L'area compresa tra la costa e le colline, cioè la Lugana, nel corso dei numerosi cambiamenti climatici del nostro pianeta è stata spesso allagata dal Garda che si espandeva, o lasciata all'asciutto quando il lago si ritraeva.

 

(Vigne di Lugana)

 

Durante questi processi geologici, nel terreno della Lugana si sono accumulati grandi quantità di argilla, ricca di sostanze minerali, che è ciò che conferisce quello speciale gusto e sapidità al vino. Nella composizione del suolo l'argilla può costituire più del 40%. I viticoltori locali fanno spesso battute sulla voracità di questo terreno quando è bagnato e imprigionandole saldamente nei suoi “denti di fango” ruote di automobili e scarpe di malcapitati che si avventurano fuori strada.

 

In antichità c'erano molti acquitrini e paludi. Furono i monaci che si insediarono qui nel medioevo a provvedere alla progressiva bonifica. La toponomastica ancora ricorda la presenza dei benedettini con la chiesa e frazione di San Benedetto di Lugana.
"Ora et labora" era la loro regola, e con il duro lavoro scavarono canali e modellarono il terreno affinché fosse libero dall'acqua per poterlo coltivare. Ancora oggi, in molti vigneti, si può notare la caratteristica conformazione dei campi, leggermente più alti al centro e a digradare verso i margini, così che l'acqua non ristagni.
Per chi è abituato a vedere i vigneti sui fianchi scoscesi di colline e terrazzamenti risulterà certamente inusuale la piattezza della zona di produzione del Lugana, che termina proprio dove iniziano le colline a sud.

 

Anche volendo, non sarebbe possibile estenderla, perché fuori dai confini della Lugana non ci sono le medesime caratteristiche del terreno.
In più in questa zona si trovano famose località di villeggiatura come Sirmione, Desenzano, Peschiera. Le vigne devono contendere lo spazio disponibile con l'edilizia ad uso turistico.

 

 

(Sirmione)

 

 

La realizzazione della linea ad alta velocità sul tratto Verona-Milano che attraversa proprio la Lugana, potrebbe portare a un'ulteriore diminuzione della superficie vitata. In più di un'occasione i viticoltori hanno manifestato la loro contrarietà a quest'opera con proteste e campagne di sensibilizzazione.

 

 

Oltre al terreno, ciò che conferisce lo speciale gusto del Lugana è ovviamente il vitigno.
A lungo è regnata la confusione su quale fosse la varietà del Lugana. Chi la chiamava Trebbiano di Lugana, chi diceva che era Trebbiano di Soave o Trebbiano Veronese, chi ancora la chiamava Turbiana e sosteneva che fosse una varietà autoctona che niente avesse a che fare con il Trebbiano.
Qualche anno fa si è iniziato a usare l'analisi del DNA per meglio classificare il vasto e variegato patrimonio ampelografico italiano.
Si è scoperto che la Turbiana, o Trebbiano di Soave, è in realtà Verdicchio, una varietà molto diffusa in centro Italia, soprattutto nelle Marche. Come e quando il Verdicchio sia arrivato in riva al lago di Garda è un mistero, ma certamente qui ha trovato le condizioni ideali e ne apprezziamo i risultati.

 

 

(Grappolo di Lugana)

 

 

Il Lugana è un vino piuttosto delicato al naso, piacevolmente fruttato senza particolari aromi distintivi. Le sua caratteristiche sono la freschezza ma soprattutto la mineralità pronunciata che gli viene dal particolare terreno.
Quando è giovane è un perfetto vino da aperitivo e da piatti di pesce.
Tuttavia è con l'affinamento in bottiglia che il Lugana esprime al meglio le sue potenzialità. È infatti uno di quei rari vini bianchi che può invecchiare a lungo. Per una bottiglia di qualità e di una buona annata si possono tranquillamente superare i dieci anni. In questi casi il colore diventa di un brillante giallo dorato e i profumi si fanno più intensi con note che ricordano frutta gialla e tropicale e sentori minerali già al naso, che possono ricordare certi Riesling del centro Europa.
Le premesse olfattive si ritrovano al palato, dove la freschezza è solitamente ancora percepibile ma più avvolgente e morbida. La sapidità è quasi salmastra con sentori di nocciole, mandorle tostate, pietra focaia.
Con questa tipologia di Lugana, data la grande complessità e struttura si possono osare abbinamenti più audaci oltre al solito pesce, che coinvolgano anche piatti di carne e formaggi stagionati.

 

 

La Lugana è una perfetta destinazione enoturistica. Oltre a grandi vini, troverete infatti, a pochi minuti di macchina dalle cantine, alcune tra le più celebri destinazioni del lago di Garda: Sirmione, Desenzano, Peschiera, Borghetto sul Mincio con siti archeologici, castelli, panorami mozzafiato, ma anche negozi, ristoranti, terme, campi da golf. Da provare assolutamente in zona il famoso tortellino di Valeggio sul Mincio: il cosiddetto nodo d'amore.

 

(Borghetto sul Mincio)

 

 

Se volete saperne di più sulla zona del lago di Garda e i suoi vini:

 

www.veronissima.com

http://www.veronissima.com/it/guida-amarone.html

 

(Michelangelo Cappuccilli)