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Si può mangiare l'oro?

Si può mangiare l'oro?

 

 

Uno dei piatti più iconici della nuova cucina italiana è il famoso risotto oro e zafferano inventato da Gualtiero Marchesi nel 1981.


La domanda sorge però spontanea: l’oro è edibile?


In breve la risposta è no. L’oro è un metallo che il nostro organismo non è in grado di digerire e che quindi se ingerito in piccole quantità verrà espulso così com’è. Esiste però l’oro alimentare di cui anche l’Unione Europea ha autorizzato la vendita e che, partendo da oro 23 carati, dopo lunghe lavorazioni viene talmente privato della componente metallica che alla fine viene classificato come colorante alimentare.


Ma un’altra domanda che ci si potrebbe porre è: perché mettere l’oro in tavola?


La risposta va ricercata nel Medioevo perché infatti in molti ricettari di quell’epoca - del Quattrocento, in particolare - si legge spesso di ricette arricchite con zafferano e oro. Lo scopo era da un lato il tentativo di rendere più belli e colorati i piatti, quasi un tentativo da parte del cuoco di corte di portare il Sole e quindi l'allegria in tavola al ricco, e dall’altro l’intenzione di fare sfoggio di opulenza e quindi di potenza per impressionare gli invitati.

 

Insomma, facevano i gradassi mangiando oro, che come è noto è sempre stato simbolo di potere e potenza.

 

 

 

 

 

 

La genialità di Gualtieri Marchesi, considerato da tutti l’inventore della nuova cucina italiana, si è espressa nel riportare la tradizione dell’oro (questa volta alimentare) in tavola. Non un novità tout court, quindi, bensì un modo di riscoprire la tradizione e liberarla dall’esclusività delle cucine di corte.