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Le Marognole: la tradizione oggi.

Le Marognole: la tradizione oggi.

Intervista a Eleonora Stanghellini di Le Marognole

 

Nel mondo del vino succede un po’ di tutto, lo sappiamo bene. Ad esempio ci sono aziende con 200 anni di storia e altre appena nate, alcune che puntano continuamente alle novità e altre che fanno della tradizione il loro punto di forza, indipendentemente dall’età.

L’Azienda Agricola Le Marognole di Fabio Corsi, a Marano di Valpolicella (Verona), è piuttosto giovane ma la scelta di campo è stata perentoria: la tradizione.

“Le Marognole è un’azienda fondata sul principio della tradizione e della storia del territorio circostante, nonostante la sua nascita risalga solo al 2004”, spiega Eleonora Stanghellini che con suo marito Fabio Corsi ha avviato questa avventura.

 

 

 

 

“Fabio”, continua, “è nato in una famiglia contadina che da sempre lavorava i vigneti in questa zona conferendoli ai principali produttori della Valpolicella. E’ cresciuto con lo stile di vita scandito dalle stagioni, dalle preoccupazioni di come le stagioni influivano sulle vigne; così ha deciso di studiare agraria – un passo quasi obbligato – e poi di lavorare in una importante cantina della zona, dove ha potuto fare esperienza per 8/9 anni. A quel punto ha deciso di sentirsi pronto per prendere la guida dell’azienda di famiglia e iniziare ad imbottigliare il proprio vino”.

Un passo importante e rischioso, ma sorretto proprio dalle radici così consolidate e acquisite negli anni.

“In realtà Fabio è molto ambizioso”, confessa Eleonora. “Inizialmente teneva solo una parte delle uve, preferendo conferire il resto. Ma negli ultimi anni ha deciso di tenere per sé due terzi dell’uva e andare in  bottiglia con 7 etichette diverse che si traducono in una produzione di nicchia per un totale di 40.000 bottiglie all’anno dai 6 ettari di proprietà”.

 

 

 

Circa 10.000 di queste bottiglie sono di Amarone, ammiraglia della famiglia grazie al suo appeal così forte sia sugli intenditori sia sul mercato internazionale.

“L’Amarone CampoRocco lo facciamo appassendo le uve in cassette di legno negli appositi fruttai e rimangono lì per 3-4 mesi. Dopodiché pigiamo e fermentiamo il tutto in una vasca di acciaio coibentata per controllare la temperatura di fermentazione dotata di un mescolatore che tiene costantemente immerse le bucce per raggiungere un’estrazione totale di tutti gli elementi necessari a dare al vino struttura, potenza, frutta matura e la giusta eleganza. Il futuro Amarone rimane in botti da 5 ettolitri (nuove e di secondo passaggio) per 24 mesi”.

 

Oltre all’Amarone la cantina Le Marognole produce

 

-          Rosato Veronese IGT

-          Valpolicella Classico DOC

-          Valpolicella Ripasso Classico Superiore DOC

-          Rosso Verona IGT

-          Recioto della Valpolicella Classico DOCG

-          Bianco Veneto IGT Passito

 

Il Rosso Verona IGT si chiama “El Nane”, dal soprannome in dialetto di Giovanni, nonno di Fabio, e merita un breve approfondimento perché “ci ricorda i vini importanti di una volta, quelli con grande intensità di frutta, tannini pressoché integri e una bella acidità: tutti elementi ben distinti fra loro e riconoscibili ma che si armonizzano in un insieme molto gradevole”, dice Eleonora.

 

El Nane viene imbottigliato solo nelle annate con surplus di uva, quando per rispetto del disciplinare non si può eccedere con le quantità di Amarone o di altri vini della denominazione. In altre parole: un vino vecchio stile, “declassato” ma solo per la sua classificazione come IGT, non certo per la qualità.

 

 

 

Il Valpolicella Classico DOC segue lo schema tipico di produzione aggiungendo però un leggero appassimento a metà delle uve di cui è composto per 2-3 settimane, rimanendo così piacevolmente fresco e beverino ma con spiccata eleganza.

Anche il Ripasso segue alla lettere la “ricetta” della tradizione: prima fermentazione in autunno e seconda fermentazione a febbraio per una settimana sulle vinacce ancora integre di Recioto e Amarone. Ne deriva un vino vellutato ingentilito da un uso sapiente del legno.

“Le botti per il nostro Ripasso non sono nuove, bensì di terzo o quarto passaggio: questo vino ha bisogno di legno, ma che non sia troppo estremo, altrimenti sovrasta l’aromaticità di frutta che il Ripasso comunque deve mantenere”, spiega Eleonora.

 

 

 

Il Rosato viene prodotto da Corvina in purezza ma non pigiandola, bensì pressandola e separando immediatamente le bucce dal mosto, dando così vita ad un vino dal colore brillante e grande freschezza.

Il Passito invece viene prodotto con uve Garganega, unico vitigno a bacca bianca della casa, con procedimento simile al Recioto: appassimento di 6-7 mesi, fermentazione per circa 10 giorni (di cui 5 a contatto con le bucce per conferire quel bel colore ambrato tipico) e poi invecchiamento per 12 mesi in barriques d’acacia.

 

 

 

Eleonora e Fabio stanno insomma lavorando ad un grande progetto che sta portando frutti molto apprezzati. Mi incuriosisce sapere da Eleonora se i risultati sono in linea con le aspettative che avevano quando hanno iniziato 16 anni fa.

“Inizialmente è stata una grande sorpresa. Fabio non avrebbe mai pensato di vedere così presto i suoi vini sulle tavole dei ristoranti delle nostre città né tantomeno su quelli dei ristoranti all’estero. I numerosi enoturisti che vengono a trovarci, soprattutto fra marzo e ottobre, ci incoraggiano a continuare a puntare molto sulla tipicità, sull’accoglienza, sul fare bene i nostri prodotti senza cercare di rincorrere il mercato, perché il vino deve avere la sua personalità, altrimenti saremmo tutti uguali”.

L’ultima domanda che rivolgo a Eleonora è una curiosità che chiedo spesso ai produttori di vino: cosa vi piace bere quotidianamente a tavola? E in generale, quali sono i vostri vini preferiti?

“A noi piace bere vini che esprimano tipicità ed eleganza: se andiamo al ristorante possiamo provare vini dei nostri colleghi produttori della Valpolicella, ma ci piace molto bere i vini bianchi dell’Alto Adige – freschi, aromatici, vivaci. Per quanto riguarda i vini rossi ci piace molto il Pinot Nero, francese ma anche di qualche ottimo produttore italiano”.

 

 

 

 

http://www.lemarognole.it/

Marano di Valpolicella, Verona