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Nascita e rinascita del Gin

Nascita e rinascita del Gin

Quando qualcuno vi dirà che nel mondo le droghe, l'alcol e i vizi stanno prendendo il sopravvento raccontategli la storia del gin con particolare riferimento a ciò che è successo dalla fine del 1600.

 

Fino a quel momento il gin era praticamente una medicina che i medici olandesi somministravano, probabilmente senza successo, ai soldati con lo scopo di aiutarli a difendersi dalle febbri.

 

Tutto cambiò quando nel 1689 e, come spesso è successo nel mondo degli alcolici, la svolta arrivò dall'Inghilterra. In quell'anno infatti l'olandese Guglielmo III d'Orange (King William III) prese il posto di Giacomo II sul trono d'Inghilterra. 

 

 

Il re Giacomo II era stato un grande amante e sostenitore del cognac francese. Il nuovo sovrano invece decise di vietarne l'importazione, anche a causa della crescente rivalità tra Francia e Inghilterra.

Per sostituire il cognac re Guglielmo III decise di liberalizzare e promuovere la produzione del gin.

Grazie ai bassi costi di produzione e alle sovvenzioni il nuovo distillato conobbe una diffusione senza precedenti dando vita ad ad un periodo che venne eloquentemente chiamato "Gin craze" durante il quale si racconta di scene apocalittiche di persone che sfogavano l'infelicità consumando quantità sconsiderate di questo distillato.

 

 

 

La produzione di gin era talmente elevata che il governo arrivò all'infausta idea di utilizzarlo come mezzo di pagamento per integrare il salario con conseguenze ancora più catastrofiche.

 

La scrittrice canadese Jessica Warner addirittura sostiene nel suo libro "Craze. Gin and debauchery in an age of reason" che la piaga del gin è paragonabile al dilagare del crack negli anni '80 in alcune zone degli Stati Uniti.

 

Le autorità britanniche impiegarono oltre 30 anni per capire che il problema era molto serio e solo dal 1729 attuarono normative per regolamentare la produzione e soprattutto la vendita del gin. 

 

Il Regno Unito è però notoriamente un Paese con un grande talento commerciale per cui fu inevitabile che la diffusione in tutto il mondo del gin avvenne in modo rapidissimo grazie alle navi mercantili.

A quanto pare furono proprio i marinai i primi a pensare di usare il gin come distillato da miscelazione, fosse anche solo per rendere più piacevole l'assunzione di medicine. 

Ad esempio mescolare gin e chinino era ben più gradevole che assumere quest'ultimo da solo. 

Da qui al Gin Tonic il passo è breve.

 

 

 

Per arrivare a cos'è il gin oggi abbiamo avuto il piacere di fare una chiacchierata con Federico Cremasco, il botanico ed erborista che, dopo molti anni trascorsi dietro il bancone del bar e davanti alla cattedra della scuola alberghiera di Aviano, nel 2014 in Friuli ha fondato Fred Jerbis.

 

 

 

Fred Jerbis è un laboratorio artigianale che produce distillati e liquori con erbe e piante raccolte in natura oppure coltivate nelle prealpi friulane. 

Federico Cremasco è partito da un'antica ricetta di gin e dopo svariati esperimenti ha creato il Gin 43, un gin completamente naturale e artigianale realizzato con 43 botaniche fra cui il ginepro, l'angelica, il timo, la lavanda, l'anice, la salvia, lo zafferano.

 

 

Gin 43 è un distillato intenso e speziato, molto più complesso dei gin generalmente presenti in commercio per i cocktail, tanto che se ne consiglia anche il consumo in purezza.

 

Tra gli esperti di Federico si annovera anche il Gin Camomilla, realizzato con 7 botaniche tra le quali spicca appunto la camomilla che conferisce un profumo più dolce degli altri gin, sebbene stemperato dall'amaro del gineproe delle altre erbe. 

 

Un nuovo modo quindi di gustare il gin, bevanda storica oggi rinata grazie alla passione dei barmen botanici e all'attenzione del pubblico ai prodotti genuini. 

 

I prodotti di Fred Jerbis sono disponibili su in-wine