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Le birre in Italia

Le birre in Italia

Perché adesso la Ichnusa si trova ovunque?


Breve storia di cosa è successo nel mondo della birra negli ultimi 20 anni circa. Generalmente si considera il 1996 l’anno di nascita delle cosiddette birre artigianali. I pionieri furono le piemontesi Baladin e Beba, le lombarde Birrificio Italiano e Birrificio Lambrate, e il Birrificio Turbacci della provincia romana.

Fece seguito un’esplosione di birrifici che si fregiavano del titolo di artigianale, anche se il termine è stato codificato solo con una legge del 2016.

 

In base a questa legge una birra può definirsi artigianale se “prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta a processi di pastorizzazione e di microfiltrazione”.

 

 

 

 

Nonostante il boom bisogna però ricordare che le birre artigianali rimangono una piccola fetta in termini di consumi, tanto che si ritiene che solo il 3% della birra totale consumata in Italia possa definirsi tale. Il resto è birra industriale.

Tra le birre industriali possiamo distinguere tra quelle facenti parti dei grandi gruppi internazionali e quelle indipendenti, ovvero quelle poche aziende 100% italiane che ancora resistono e a quanto pare anche bene.

Fra queste ultime possiamo citare la Birra Forst di Merano, proprietaria del marchio Menabrea, o anche Theresianer della provincia di Treviso.

 

Quasi tutte le altre birre consumate in Italia sono prodotte da birrifici che fanno parte di colossi internazionali. 

 

 

 

 

Il più grande gruppo mondiale di produzione di birra si chiama ABInbev. In base al Barth Report del 2018 la multinazionale produce il 31% della birra mondiale e commercializza marchi come Beck’s, Budweiser, Corona, Leffe.

 

Il secondo maggior produttore di birra è il gruppo Heineken che, oltre allo stesso brand Heineken, dispone dei marchi Amstel, Dreher, Messina, Birra Moretti e Ichnusa.

 

Ecco, appunto: Ichnusa. In realtà è già dal 1986 che Ichnusa fa parte del gruppo Heineken ma è solo negli ultimi 5-6 anni che Heineken ha deciso di puntare sul produttore sardo per farne uno dei brand attualmente più venduti in Italia.

 

La ragione va ricercata nelle strategie di marketing che negli ultimi anni hanno visto crescere l’attenzione del pubblico italiano verso i produttori artigianali e legati al territorio, non è quindi un caso che molti produttori di birra industriale hanno iniziato a commercializzare birre che strizzano l'occhiolino a quelle tipologie.

L'uscita sul mercato della Ichnusa non filtrata va letta proprio in questo senso. Ma anche solo il fatto che la Ichnusa viene dalla Sardegna è stato visto come un segnale di differenziazione e di carattere regionale da sottolineare.

 

 

 

 

 

Possiamo quindi dire che l’attenzione dei grandi gruppi verso le birre artigianali o comunque non convenzionali ha preso due direzioni:

 

1) la proposta versioni più ricercate delle birre industriali, come appunto la non filtrata Ichnusa, le varianti “regionali” della Moretti (gruppo Heineken) o anche le versioni ai luppoli delle birre Poretti (del gruppo danese Carlsberg),

 

2) l’acquisizione diretta di birrifici artigianali, come ad esempio con l’acquisizione di Birra del Borgo da parte di ABInbev nel 2016 o l’acquisizione di Birradamare da parte di Molson Coors (poco nota in Italia ma con una produzione parti a quasi il 6% del totale della birra mondiale) nel 2017.