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I vitigni PIWI - Pilzwiderstandfähig

I vitigni PIWI - Pilzwiderstandfähig

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Parliamoci chiaro: il suono di un nome può essere determinante per il successo di un prodotto. Ora, un tipo di vite che si chiama Pilzwiderstandfähig (o Pilzwiderstandfaehig nel caso abbiate in antipatia la dieresi), può puntare al successo in Italia o in qualsiasi Paese non germanofono? Difficile. Ecco dunque la soluzione: abbreviamolo in Piwi. Grazie mille.

Che cosa sono i vini prodotti da viti Piwi?

Partiamo proprio dal nome. È una parola chiaramente tedesca composta da tre lemmi:

 

- Pilze sono i funghi

 

- Widerstand è la resistenza

 

- fähig deriva da Fähigkeit che vuol dire capacità


In breve quindi le Piwi sono viti capaci di resistere alle tipiche malattie della vite, dall’oidio alla fillossera alla peronospora, e sono frutto di decenni di sperimentazione sull’ibridazione tra la vite europea (qualitativamente ritenuta superiore) e la vite americana (più resistente alle malattie).

La loro origine è principalmente tedesca, appunto, e solo negli ultimi anni stanno prendendo piede verso Sud: prima in Austria, poi in Svizzera e ora nel Nord-Italia.

I vitigni più diffusi hanno nomi evocativi: Bronner Cabernet Carbon, Cabernet Cortis, Gamaret, Helios, Muscaris, Johanniter, Prior, Regent, Solaris.

Quasi tutti i vini che ne scaturiscono sono prodotti in modalità biologica perché ovviamente la loro resistenza ai parassiti rende inutili gli interventi fitosanitari.

 

Al momento in Italia c’è molta cautela, sono ancora pochi i vitigni PIWI di cui è stata autorizzata la coltivazione e con regole diverse da regione a regione. Attualmente nessun vino Piwi è autorizzato nei disciplinari delle DOC e DOCG.